QUANDO LAVORARE DIVENTA UN PERICOLO

nell'ambito del lavoro nero dove, secondo l'Inail, si verificherebbero almeno 200 mila casi. Nel complesso, dunque, gli incidenti sul lavoro sono circa un milione l'anno ed i morti più di mille.La fascia d'età più colpita è quella tra i 35 e i 49 anni e gli infortuni al femminile costituiscono il 28% del totale, mentre scende al 24% per le giovani al di sotto dei 35 anni. Sul piano territoriale, invece, oltre il 60% degli infortuni femminili si verifica nel Nord del Paese; al sud, ed in particolare in Sicilia, il contatore delle morti bianche sembra non fermarsi più. Al primo Febbraio 2009 registra nove vittime. Quattro morti nella provincia di Caltanissetta (tre in un solo giorno), uno a Trapani, uno in Provincia di Messina, e l’ultimo nell'Agrigentino – un ragazzo di soli 23 anni.
Perdere la vita sul lavoro significa che qualcosa non ha funzionato. Mancano i controlli degli organi preposti, manca una politica seria di prevenzione e di sorveglianza. Eppure gli strumenti per colpire tutte le aziende che non rispettano le prescrizioni sulla sicurezza del lavoro ci sono.La soluzione sarebbe una politica certa di formazione, informazione e controllo: cultura della sicurezza, lavoratori regolarizzati e, soprattutto, rispetto delle regole. Inoltre bisognerebbe non commettere l’errore di abituarsi a questi tragici accadimenti, cercando di individuare il baricentro della questione.La tutela della salute e sicurezza nell'ambiente di lavoro, la prevenzione e la gestione dei rischi sono tutti elementi che dovrebbero essere condivisi dalle imprese e dai lavoratori, mediante una solida campagna di prevenzione e di alfabetizzazione culturale. (Valentina Garlandi)
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