Appello delle Microimprese a Passera, CIFA: cambiare i criteri di valutazione sul credito


Invece, lastretta creditizia contribuisce ad amplificare il dramma sociale: imprenditori disperati che si tolgono la vita, che cedono a gesti estremi e non si rassegnano all’insuccesso. Tutto questo molto spesso determinato da un fido non concesso, o revocato, o da crediti verso fornitori difficilmente esigibili, che causano l’apnea finanziaria e la mancanza di liquidità per sopravvivere. Le rassicurazioni e gli incontri istituzionali con i rappresentanti dei grandi gruppi bancari di Passera, ministro tecnico oggi, ma con un passato da uomo espressione autorevole dell’universo bancario e finanziario italiano, non bastano più: occorre altro, molto più incisivo e con effetti di lungo periodo.

Gli Imprenditori di questo Paese sono cresciuti ed hanno realizzato aziende vincenti e produttive grazie al lavoro quotidiano ed alle loro capacità. Senza dubbio in molti hanno creato ricchezza non ricorrendo al credito bancario, ma ai loro risparmi – commenta Roberto Nicoletti, Vice Presidente CIFA ed oggi che il sistema bancario è chiamato a dare man forte agli enormi sforzi per mantenere efficiente il livello di solidità finanziaria delle aziende, assumendo in pieno il rischio del proprio ruolo, penalizza le aziende riducendo al massimo l’accesso al credito.

Come associazione di piccoli imprenditori proponiamo un intervento di tipo strutturale (quindi a prescindere dall’attuale fase di crisi economica) sul sistema bancario, che è la modifica degli attuali criteri di valutazione del merito creditizio, semplicemente perché la decisione di concedere mutui o affidamenti è basata sulla “storia creditizia” dell’impresa e del suo legale rappresentante – continua Nicoletti – rendendo marginali le informazioni sui dati economico-finanziari dell’attività, che invece dovrebbero essere i principali indicatori di affidabilità imprenditoriale e del rischio di credito, soprattutto quando di fronte si ha una microimpresa.

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