Andrea cafa

Roma, 29 Agosto 2014 – La notizia è di quelle che ormai non sconvolgono l’opinione pubblica: secondo le ultime rilevazioni ISTAT, l’Italia è caduta in deflazione, mentre l’occupazione continua a scendere, e da più parti si levano pessimistiche previsioni sul PIL, che a fine anno registrerà un dato negativo.Sembra che il sistema economico italiano abbia toccato il fondo

, sebbene l’esecutivo abbia cercato di sostenere l’economia reale, anche con il bonus di 80 euro alle famiglie. Evidentemente, il provvedimento non ha sostenuto la crescita significativa dei consumi, ed ha solo ritardato tecnicamente l’evidenza dei dati diffusi oggi: la deflazione, che apparentemente potrebbe essere letta come un aumento del potere di acquisto, nel lungo periodo determina il congelamento del sistema produttivo.

“Fin quando il peso fiscale sulle imprese e sul lavoro si manterrà ai livelli attuali, questo Paese non invertirà la rotta – sostiene Andrea Cafà, Presidente della CIFA – e non si libereranno risorse per fare nuovi investimenti. Agli imprenditori le politiche economiche fatte solo di tagli simbolici alla spesa pubblica, e previsioni di entrate che non hanno alcun fondamento reale, non piacciono perché non offrono alcuna garanzia per continuare a svolgere l’attività d’impresa. Anzi, molti preferiscono chiudere qui e delocalizzare, peggiorando complessivamente la situazione”.

“Occorre da subito pensare a provvedimenti che incoraggino nuovi investimenti,  che non siano elargizioni a fondo perduto: quello che gli imprenditori chiedono al governo – prosegue Cafà - è di diminuire l’imposizione fiscale, di armonizzare il mercato del lavoro, agendo da un lato sui costi, dall’altro sulla flessibilità. Abbiamo tutti i mezzi e le capacità per uscire fuori dal tunnel, ma non possiamo più permetterci di fare i conti con la rigidità imposta dal sistema politico-istituzionale”.

 a cura Ufficio Stampa - CIFAItalia