ripresa-economica1Roma, il 12 Settembre 2013 – Alle dichiarazioni del Presidente Barroso a proposito del discorso annuale tenuto al parlamento europeo sul tema della crisi economica, sono seguite immediate reazioni delle principali componenti sociali del nostro Paese, che ovviamente hanno sottolineato la situazione nazionale nel quadro europeo.

 

Raccogliamo la dichiarazione di Andrea Cafà, Presidente della Confederazione datoriale CIFA.

“Sarei prudente a celebrare l’uscita dalla crisi recessiva per tutta l’area euro, anche se i primi dati macroeconomici farebbero ben sperare, ma guai a sedersi sugli allori, anche perché in Italia si respira un’aria ben diversa rispetto ad altri paesi europei, come la Germania e la Francia. Da noi la situazione rimane ancora critica, sia sul fronte produttivo che sociale: gli ammortizzatori viaggiano ancora a grande ritmo, e fin quando il dato del PIL non aumenta, e non termina l’emorragia occupazionale nella piccola industria, non saremo tranquilli. L’uscita dalla crisi – conferma Cafà - ha bisogno di tempo, durante il quale lavorare sodo sulla competitività delle nostre aziende, ripristinare un clima di fiducia nei consumatori, ma per questo è necessaria la stabilità politica, quindi un esecutivo di governo che traghetti l’economia italiana verso la ripresa”

“La nostra Confederazione – prosegue Cafà - ha sempre proposto a livello istituzionale tutti quegli strumenti ritenuti necessari per facilitare la ripresa economica, essendo sempre più convinti del fatto che sia opportuno intervenire sulla modulazione del cuneo fiscale, con un significativo abbattimento, e sulle politiche attive del lavoro, semplicemente abbassando il costo del lavoro come misura da applicare a tutti i comparti, quindi rinunciando a tutti i meccanismi di incentivazione che ad oggi hanno prodotto solo effetti marginali, e molto spesso distorsivi”.