Roma, il 13 Dicembre 2012 – I lavori della Commissione Bilancio del Senato, a cui è approdato il Ddl di Stabilità 2013, stanno provocando reazioni di disapprovazione, soprattutto per un emendamento proposto, secondo il quale le risorse destinate dalle aziende ai fondi interprofessionali, pilastro della formazione continua gratuita nel nostro paese, debbano essere destinate per contribuire alla copertura finanziaria della CIG in deroga per il prossimo anno.

 

Negli ambienti del Sindacato autonomo dei lavoratori CONFSAL e della Confederazione datoriale CIFA, si registrano espressioni di profondo rammarico e di manifesta preoccupazione.

 

Il Segretario Confederale della CONFSAL, Marco Paolo Nigi (nella foto a destra), manifesta perplessità:  “Auspico per il bene di tutti i lavoratori italiani che l’emendamento venga ritirato: nel nostro Paese non si può generare una voragine per coprire una falla. Siamo in una fase critica del sistema economico e sociale, ed indebolire il sistema efficiente dei fondi interprofessionali significa impoverire tutti i lavoratori e lavoratrici che fino ad oggi hanno potuto adeguare le loro competenze, e riqualificarsi. Occorre invece trovare soluzioni diverse, coerenti con le linee della Riforma Fornero, secondo la quale la formazione continua è necessaria al rilancio della crescita e della competitività”.

 

Anche il Presidente CIFA, Andrea Cafà (nella foto a sinistra), esprime dissenso: “Questa proposta annulla di fatto la formazione continua gratuita per tutte le aziende italiane che aderiscono al sistema dei fondi,  perché contrasta con i principi generali su cui poggia la riforma del mercato del lavoro, che considera ineluttabile la necessità di interventi formativi a sostegno della riqualificazione del capitale umano aziendale”.

 

“Paradossale - prosegue Cafà - che si proponga di coprire la cassa integrazione in deroga, individuando la fonte nelle stesse risorse che la legge ha destinato per interventi di formazione continua, mirati a mantenere e migliorare l’occupabilità. Chiediamo con vigore  il ritiro dell’emendamento, perché riteniamo, insieme alla stragrande maggioranza delle altre componenti datoriali, che vi sia il rischio di smantellare il sistema di offerta della formazione continua, e le imprese italiane non possono permetterselo”.

 

a cura

Ufficio Stampa CIFAItalia

 

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