Si è svolta a Roma, il 24 Giugno scorso, la serata di consegna dei premi Meliès D'Argent. Alla guida della giuria è stato chiamato Marco Eugenio Di Giandomenico, cultural manager che alterna incursioni nel mondo del cinema e della moda (è Presidente della Fondazione Borsalino) con la docenza universitaria e con l'attività di esperto del settore non-profit e di internazionalizzazione. La cornice dell'evento è stata la XXIX edizione del Fantafestival , kermesse romana dedicata al cinema di genere diretta da Adriano Pintaldi e Alberto Ravaglioli, e promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Cinema, dal Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturale e della Comunicazione e dalla Regione Lazio. Il Festival è tra i fondatori - insieme agli altri omologhi che si svolgono in Spagna (Sitges), Belgio (Bruxelles), Portogallo (Oporto), Olanda (Amsterdam), Svizzera (Neuchatel), Finlandia (Expoo), Svezia (Lund), Gran Bretagna (Leeds) - della Federazione Europea dei Festival di Cinema Fantastico, organismo che promuove ogni anno il premio Meliès d’Or, un vero e proprio oscar europeo al cinema fantastico. L'iter dell'organizzazione prevede la presentazione in concorso, per ogni paese, di film di genere fantascientifico, prodotti in Europa, all'interno dei quali viene assegnato il Meliès d’Argent; tutti i premiati con il Meliès d’Argent concorrono poi, a fine stagione, al prestigioso Meliès d’Or, tributato al miglior film fantastico dell’anno. Questa XXIX edizione, pensata sotto l'egida del cinema universale di ieri, ma anche quello di domani, ha coinvolto una folta rappresentanza dello star system italiano di genere e di giovani talenti che si pongono in continuità con il percorso tracciato dagli autori classici del genere come Freda, Bava e Fulci, cineasti presi ad esempio da un regista come Quentin Tarantino, che li ha studiati e promossi a livello internazionale. Il riconoscimento di quest'anno, per l'Italia, è meritatamente andato al film Butterfly Zone di Luciano Capponi, con Francesco Salvi e Barbara Bouchet. "I film di genere - queste le parole del presidente della giuria Marco Eugenio Di Giandomenico durante la premiazione - rappresentano una inesplorata frontiera della cinematografia europea. Che va incoraggiata e sostenuta. Ogni sforzo fatto in questa direzione viene abbondantemente ripagato, e lo sviluppo del settore passa necessariamente per il concetto del "fare sistema", non solo entro i confini europei. Questa vision, che risponde ad esigenze culturali e globali più che a necessità territoriali, non delude mai le aspettative, nostre e degli spettatori". Luciano Capponi, ricevendo il premio dalle mani del presidente della giuria, ha sottolineato l'impulso al lavoro dei cineasti italiano che viene da manifestazioni simili, auspicando una sempre maggiore cooperazione internazionale. Carlo Gatto